Parlando in un panel allo Zurich Summit, Parsons ha condiviso candidamente le sue opinioni, affermando: "Non ho diretto come un film horror. Non lo considero un progetto horror". Ha suggerito che l'etichetta horror fosse in gran parte una comodità di marketing, un "percorso di minor resistenza" che forniva un quadro confortevole sia per il pubblico che per i distributori. Parsons ha persino ammesso che le sue dichiarazioni potrebbero non essere ben accolte da A24, lo studio dietro l'adattamento e la distribuzione del film.

Il regista ha espresso il desiderio di una maggiore autonomia creativa nelle sue future imprese, sperando di evitare etichette di genere così restrittive. "Cercherò di rimanere il più possibile all'oscuro di queste etichette... Penso di avere più controllo creativo ora con i progetti futuri, quindi queste strutture saranno probabilmente un po' meno impattanti in futuro", ha commentato.

Backrooms, nato come una web series ispirata ai contenuti "creepypasta" di internet, ha sfidato le aspettative diventando un enorme successo finanziario. La sua performance è stata evidenziata al summit come un contributo significativo alla rinascita del botteghino statunitense, che ha raggiunto i 4,7 miliardi di dollari durante l'estate.

Il panel, che includeva figure stimate del settore come il CEO dell'Academy of Motion Picture Arts and Sciences Bill Kramer, il Presidente di Mattel Studios Robbie Brenner e il co-direttore di Sony Pictures Classics Michael Barker, ha riconosciuto Backrooms—insieme a un altro successo nato su YouTube, Obsession—come fondamentale in questa rivitalizzazione. Kramer ha specificamente indicato il film come un "incredibile esempio" di come "il fandom sia passato da YouTube ai cinema", dimostrando un potente nuovo legame tra le comunità online e le esperienze cinematografiche.

Barker ha ulteriormente elaborato sull'impatto di Backrooms, descrivendo il suo successo come indicativo di un "momento di svolta" più ampio per l'industria cinematografica. Ha tracciato paralleli con cambiamenti storici, come l'uscita di Easy Rider, che ha profondamente risuonato con il pubblico giovane e ha rimodellato le tendenze cinematografiche. Barker ha suggerito che questi nuovi successi attingono a qualcosa di profondo all'interno della generazione attuale, riflettendo il panorama in evoluzione del consumo mediatico e del coinvolgimento del pubblico.

La conversazione allo Zurich Summit ha sottolineato che i confini tra distribuzione cinematografica tradizionale, creazione di contenuti digitali e definizioni di genere sono sempre più sfumati. Per Parsons, si tratta di una battaglia per l'integrità creativa contro la necessità commerciale della categorizzazione, una tensione che senza dubbio plasmerà il futuro del cinema indipendente e oltre.