Mentre lavorava ancora al suo acclamato dramma "A Real Pain", Jesse Eisenberg ha iniziato a concettualizzare il suo progetto successivo: qualcosa di più leggero, più strano e incentrato sul teatro comunitario. Il risultato, "The Debut" (A24), è stato presentato in anteprima con recensioni entusiastiche al Telluride Film Festival, con l'interpretazione di Julianne Moore nei panni di una casalinga di periferia trasformata in attrice ansiosa che ha riscosso un notevole plauso, potenzialmente preparandola per una sesta nomination all'Oscar.

Eisenberg ha riflettuto sull'accoglienza del film, notando i suoi elementi sorprendentemente chiassosi e adatti al pubblico. Ha sottolineato la natura personale del film, descrivendolo come un "sogno febbrile" radicato nelle sue ansie infantili riguardo all'esibizione. La connessione autobiografica è diventata chiara durante la produzione, con decisioni come l'ambientazione estetica negli anni '90 che riflettevano la sua stessa educazione.

Allontanarsi dal naturalismo è stata una scelta deliberata per Eisenberg. Ispirato da film come "Dream Scenario" e dalle sue esperienze di attore in "The Double" e "The Art of Self-Defense", ha cercato un approccio più stravagante e tonalmente distinto. Ciò ha permesso agli attori la libertà di esplorare il loro "io animale", rendendo l'esperienza di scrittura e regia più piacevole.

"The Debut" presenta sette canzoni originali, a testimonianza della ventennale passione di Eisenberg per il teatro musicale. Ha spiegato che alcune canzoni sono state inizialmente scritte nella sceneggiatura per risonanza tematica, mentre altre, come il numero cruciale di Julianne Moore, sono state create per riflettere il viaggio del suo personaggio dall'essere "masticata ma non sputata".

Moore è stata l'unica attrice che Eisenberg ha immaginato per il ruolo principale. Ha elogiato la sua capacità di trasformarsi senza soluzione di continuità durante il film, notando che la sua unica indicazione era occasionalmente: "Ho visto Julianne lì". Allo stesso modo, Paul Giamatti, che Eisenberg considera il suo attore preferito da "The Negotiator", ha offerto performance impavide e prive di ego, spesso perfette in una singola ripresa. Giamatti ha persino suggerito di concentrare la telecamera su Moore in alcune scene, evidenziando lo spirito collaborativo e l'enfasi del film sul suo personaggio.

La narrazione si concentra sul personaggio di Moore, una timida aspirante attrice che è invisibile a casa ma trova un'accettazione quasi onirica all'interno del gruppo teatrale comunitario. Tuttavia, il suo viaggio prende una piega oscura quando il regista la distrugge, portandola a confrontarsi con le sue paure e a trasformarsi in un "mostro". Eisenberg ha rivelato che questa scena di crollo è stata ispirata dalla sua esperienza nella scuola di recitazione, sottolineando la sua preferenza per la scrittura a flusso di coscienza rispetto a schemi rigidi.

Il casting di Giamatti, inizialmente una scelta inaspettata dati i prototipi di personaggi iniziali di Eisenberg, è avvenuto attraverso uno scambio fortuito di interesse. La reazione di Giamatti – "Non ho la minima idea di cosa diavolo sia, ma lo adoro" – ha confermato a Eisenberg di aver trovato il collaboratore giusto.

Lo stile visivo distintivo del film, descritto come Lynchiano o Espressionista tedesco, era volutamente a basso budget e fatto in casa, mirando a un'estetica anni '90. Eisenberg ha abbracciato le idee artistiche del suo direttore della fotografia, Drew Daniels, della costumista e della scenografa, Anne Ross, per creare un'"atmosfera da sogno febbrile" che enfatizzasse l'isolamento e il mondo interiore della protagonista.

I numeri musicali, coreografati da Andy Blankenbuehler di "Hamilton", presentano professionisti del teatro di grande talento che sono stati attratti dal progetto come una "lettera d'amore al teatro". Eisenberg stesso assume un ruolo, una decisione consapevole di impegnarsi nel teatro musicale che amava ma in cui non si sentiva professionalmente abile, creando uno scenario in cui "non poteva fallire".

Finanziato da Topic, che ha anche sostenuto "A Real Pain", e distribuito da A24, "The Debut" segna un altro passo significativo nella carriera in evoluzione di Eisenberg come sceneggiatore-regista. Ha anche rivelato piani per una serie A24 basata sui suoi racconti, continuando a perseguire progetti personali che risuonano con lui in modo creativo.