Heysel 85 di Mihai approfondisce i terribili eventi del disastro dello stadio Heysel del 1985 a Bruxelles, dove persero la vita 39 persone prima della finale di Coppa dei Campioni tra Liverpool e Juventus. Questa tragedia, nota Mihai, rappresenta una profonda cicatrice collettiva in Belgio, paragonabile all'11 settembre negli Stati Uniti. "Ciò che è successo lì non doveva succedere. Lo shock è condiviso e vive ancora oggi", ha detto a Deadline, sottolineando l'impatto duraturo nelle diverse comunità del Belgio.
Il film, co-sceneggiato da Mihai con Lode Desmet e Isabelle Darras, segue Marie, la figlia del sindaco, e un giornalista italiano che copre la partita. Mentre scoppia il caos, Marie è costretta a prendere il posto del padre inebriato, mentre il giornalista cerca disperatamente la sua famiglia in mezzo al pandemonio. Piuttosto che limitarsi a ricreare le scene mortali, Heysel 85 esamina meticolosamente i fallimenti sistemici e le falle strutturali che hanno contribuito alla catastrofe, utilizzando lo sfondo del calcio come potente metafora di temi esistenziali.
Mihai inizialmente esitò ad affrontare un argomento così delicato, chiedendosi se fosse la narratrice giusta. Tuttavia, ha abbracciato la sfida, sperando di creare qualcosa di inaspettato. Lo stile visivo distintivo del film, che fonde filmati d'archivio del disastro con vivaci sequenze live-action in 16mm, è stata una scelta deliberata. Il direttore della fotografia Marius Panduru, un collaboratore frequente, ha consigliato il formato 16mm per garantire una perfetta integrazione con il materiale storico. "Se vuoi che l'archivio assomigli il più possibile a ciò che filmeremo, il 16mm è la strada da percorrere", ha raccontato Mihai il consiglio di Panduru. Questo impegno per l'autenticità, nonostante i vincoli di budget che richiedevano un programma di produzione più serrato, testimonia la dedizione del team di Mihai.
Dopo il suo tour nei festival, Heysel 85 è previsto per l'uscita nelle sale in Belgio il 18 novembre tramite Kinepolis e nel Regno Unito il 20 novembre tramite Icon. Mihai esprime il desiderio di vedere come risponderà il pubblico, notando che la finestra di uscita a fine anno è generalmente più favorevole per i film.
Guardando al futuro, Mihai è già immersa nel suo quarto lungometraggio, provvisoriamente intitolato Two Lives. Descritto come un 'chamber piece', il film esplora le devastanti conseguenze della tragedia all'interno di una famiglia. Inizia come una gioiosa vacanza estiva annuale per due fratelli e le loro famiglie, solo per far morire uno dei fratelli. La narrazione si sposta quindi per concentrarsi sulla vedova, ritraendo la sua lotta per far fronte e funzionare mentre cresce due figli adolescenti, evidenziando le incessanti richieste della maternità. Mihai lo definisce "un progetto molto scomodo" ma uno che ama profondamente, sperando che serva da altro specchio cinematografico che rifletta profonde esperienze umane.
Con Heysel 85 che lascia il segno e Two Lives all'orizzonte, Teodora Ana Mihai continua a affermarsi come una regista che non ha paura di esplorare complesse storie umane con profondità e arte visiva. I suoi precedenti lungometraggi includono Waiting for August (2014) e Traffic (2024).
