Secondo quanto riportato da Variety, il fascino internazionale del film è innegabile, con i diritti di distribuzione venduti in Nord America (New Mountain Films), Francia (Destiny), Italia (Invisible Carpet), Slovacchia (ASFK), ex Jugoslavia (Five Star Distribution), Estonia (Hea Film), Lituania (GPI), MENA (Teleview), Finlandia (Cinema Orion), Polonia (1989) e Brasile (Belas Arte). Questi accordi evidenziano l'attesa crescente per il film, che è la proposta ufficiale della Lettonia per il Miglior Film Internazionale agli Academy Awards.
“Ulya” offre un'esperienza cinematografica unica, discostandosi nettamente dal formato convenzionale del biopic. Ispirato alla vita della leggenda del basket lettone alta due metri e quattordici, Ulyana Semjonova, il film è un'esplorazione arthouse piuttosto che una narrazione sportiva lineare. Il regista Viesturs Kairišs ha condiviso la sua visione artistica con Variety, affermando: “Volevo raccontare una storia alla Werner Herzog su una ragazza gigante che vive in campagna”. L'estetica in bianco e nero e la cinematografia soggettiva mirano a scavare nel mondo interiore di Semjonova, ritraendo la sua lotta con l'identità e il sentirsi un'estranea.
Uno degli aspetti più sorprendenti del film è la scelta di Kārlis Arnolds Avots, un attore uomo, nel ruolo principale di Ulyana Semjonova. Questa scelta non convenzionale era, di fatto, un sogno a lungo accarezzato da Avots, che Kairišs inizialmente aveva scartato. Tuttavia, dopo aver sentito Avots articolare appassionatamente la sua visione per il ruolo, Kairišs ne ha intuito il potenziale. Nonostante lo scetticismo iniziale dei collaboratori che spingevano per un biopic standard, Kairišs è rimasto fedele al suo approccio distintivo. La stessa Semjonova avrebbe dato la sua benedizione al progetto prima della sua scomparsa nel gennaio 2026, trovando significativa la scelta del casting.
I temi universali del film sull'abbracciare la propria identità unica hanno risuonato profondamente con il pubblico. Kairišs ha notato la sorprendente ampiezza di connessione che il film ha raggiunto, indipendentemente dalla taglia o dal background dello spettatore. “Tutti lottano con qualcosa che vogliono nascondere, ma è probabilmente la parte migliore di chi sono”, ha spiegato. Questo messaggio si è tradotto in un successo fenomenale in Lettonia, dove Kairišs ha dichiarato con orgoglio: “Questo film è un blockbuster: siamo già il secondo film più visto nella storia”. Simili riscontri positivi sono stati notati ai festival di Cannes, Roma e Los Angeles, a conferma dell'impatto profondo del film su scala globale.

