L'ambiziosa produzione in due parti, intitolata De Gaulle: Resistance and Liberty, ha già conquistato il pubblico in Francia, incassando oltre 50 milioni di dollari dalla sua uscita estiva e affermandosi come uno dei maggiori successi al botteghino dell'anno. Prodotto con un budget di 84 milioni di dollari da Pathé, il film racconta lo straordinario viaggio di Charles de Gaulle, allora un generale relativamente oscuro, che sfidò la resa della Francia alla Germania nazista nel giugno 1940 e fuggì a Londra con la ferma convinzione che la lotta fosse tutt'altro che finita.
Per il regista Antonin Baudry, ex diplomatico francese alla sua seconda opera, il film è stata l'opportunità di esplorare una versione meno mitizzata dell'icona nazionale. Baudry, co-autore della sceneggiatura, ha dichiarato a Deadline che l'immagine convenzionale di de Gaulle come figura venerata non esisteva al punto di partenza del film. "L'icona nazionale non esisteva nel 1940", ha spiegato Baudry. "Pertanto, non doveva esistere nel film: era semplice." Il suo obiettivo era ritrarre de Gaulle come l'individuo isolato, quasi "bizzarro", descritto da coloro che lo incontrarono in quegli anni disperati dell'inizio della guerra.
Baudry sottolinea che De Gaulle non è un biopic tradizionale. Si concentra invece intensamente sul periodo critico tra il 1940 e il 1942, evitando flashback per concentrarsi sulla sfida iniziale e solitaria di de Gaulle. La narrazione si sviluppa attraverso gli occhi di tre personaggi principali: De Gaulle, Winston Churchill e Fernand Bonnier de la Chapelle, tracciando eventi da piccoli momenti intimi a battaglie epiche, sottolineati dalla potente colonna sonora di Volker Bertelmann.
L'attore Simon Abkarian, che incarna De Gaulle, si è sentito attratto dal profondo isolamento e dalla profondità intellettuale del generale. Ha ammesso di non aver compreso appieno l'entità della situazione di de Gaulle prima di assumere il ruolo. "Non sapevo quanto fosse solo", ha condiviso Abkarian, sottolineando che de Gaulle era stato condannato a morte dal governo francese di Vichy e privato della sua nazionalità. Abkarian è rimasto colpito anche dalla padronanza del linguaggio di de Gaulle, osservando: "Il suo linguaggio era molto chiaro, proprio come lo era Churchill all'epoca. Erano istruiti e il linguaggio che avevano era il messaggero della loro visione."
Piuttosto che puntare al naturalismo, Abkarian ha affrontato il ruolo interpretando un uomo che stava costruendo consapevolmente la propria immagine pubblica. "Aveva una sua teatralità nella vita, quindi l'obiettivo non era il naturalismo o il realismo", ha rivelato. "Stava costruendo la sua persona, quindi dovevo interpretare qualcuno che interpreta quella persona."
La première statunitense del film al The American French Film Festival presenterà entrambe le parti, con la seconda parte, De Gaulle: Liberty, seguita da una conversazione con Baudry e Abkarian. I creatori sperano che il pubblico americano si connetta con i temi universali del film di scelta morale, coraggio, onore e resistenza di fronte a probabilità schiaccianti. Abkarian ritiene che tali storie siano cruciali nella società contemporanea, affermando che il film "ripristina la bussola della moralità, del coraggio e dell'onore". Alla domanda su cosa spera che gli spettatori americani traggano da De Gaulle, Baudry ha offerto una risposta concisa e potente: "Speranza."
