Per Bill Hader, il percorso verso la regia del suo primo lungometraggio è stato tortuoso, seguendo anni come amato membro del cast di 'Saturday Night Live,' una serie di ruoli cinematografici memorabili e il suo acclamato lavoro di co-creazione e regia di numerosi episodi della serie HBO 'Barry.' I suoi sforzi registici su 'Barry' gli sono valsi persino un premio della Directors Guild of America nel 2019, preparandolo chiaramente al salto nel cinema di lungometraggio.

In 'They Know,' Hader assume molteplici ruoli, fungendo da sceneggiatore, regista e protagonista. Il film horror, che ha completato le riprese ed è attualmente in fase di missaggio audio, si concentra su un padre divorziato che inizia a sospettare che il nuovo partner della sua ex moglie abbia un'influenza insolita e inquietante sui loro figli. Linda Cardellini recita al suo fianco nel film prodotto da MRC, che ora viene preparato per la distribuzione.

La genesi della premessa del film è nata da conversazioni profondamente personali che Hader ha avuto con il suo partner di scrittura di lunga data, Duffy Boudreau. Entrambi gli uomini, avendo vissuto il divorzio, hanno discusso degli "scenari peggiori" che possono sorgere nelle relazioni di co-genitorialità, piantando il seme per la narrativa inquietante di 'They Know.'

Hader ha rivelato di aver quasi abbandonato il progetto a un certo punto, lottando per trovare una fine che non sembrasse "ogni altro film horror." La svolta inaspettata è arrivata dopo aver visto il film del 2025 di Kiyoshi Kurosawa, 'Cloud.' Nonostante 'They Know' non assomigliasse in alcun modo al lavoro di Kurosawa, la visione del film ha fornito a Hader la chiarezza necessaria per sbloccare il proprio finale.

Nonostante la sua vasta esperienza e la sua reputazione di appassionato cinefilo, Hader ha ammesso un persistente senso di insicurezza durante tutto il processo di realizzazione del film. Ha fatto risalire questa sensazione al suo periodo su 'SNL,' ricordando: "Venivi continuamente respinto. Era orribile." Tuttavia, crede che questa critica costante abbia favorito un prezioso affidamento sull'istinto.

Hader considera questa sana dose di paura un motivatore positivo, incoraggiando un'atmosfera collaborativa sul set. Ha sottolineato l'importanza di discussioni aperte con la sua troupe, dal test di diverse lenti durante le ricognizioni sul posto alla revisione meticolosa delle liste di inquadrature con il suo montatore in pre-produzione. Ha persino citato una storia su Martin Scorsese, che secondo quanto riferito inizia alcune giornate ammettendo: "Non so cosa sto facendo," trovando questa onestà incredibilmente liberatoria.

In definitiva, il messaggio chiave di Hader al pubblico all'IndieWire summit è stato quello di abbracciare la vulnerabilità e accettare la possibilità di commettere errori. "Non abbiate paura di sbagliare. È questa la cosa che mi ha rovinato. Ero così terrorizzato dall'apparire un idiota," ha consigliato. "Sbagliate il più velocemente possibile. Come, tutto questo è sbagliato, ma non importa. Ce la faremo. Staremo bene. Continuate a muovervi." Il suo viaggio con 'They Know' serve come un potente esempio di come anche i talenti esperti navigano l'incertezza per dare vita alle loro visioni creative.