Ann Hui, una figura imponente nel cinema di Hong Kong, è stata insignita del Camellia Award al Busan International Film Festival, un riconoscimento congiuntamente presentato da BIFF e Chanel a donne pioniere che promuovono il ruolo delle donne nel cinema asiatico. Durante il suo intervento, Hui ha offerto uno sguardo schietto sul suo percorso, sottolineando il supporto spesso non riconosciuto che ha ricevuto all'inizio della sua carriera.

Iniziando la sua vita professionale negli anni '70 presso l'emittente di Hong Kong TVB, un rinomato incubatore per i registi della New Wave della città, Hui ha ricordato la preziosa guida di cinque capi donne. "Sono stata fortunata perché i miei primi cinque capi mi hanno davvero supportata, mi hanno dato libertà e sostegno, e mi hanno permesso di fare quello che volevo con i programmi televisivi che stavo realizzando", ha raccontato. Questo primo mentoring si è rivelato cruciale, in contrasto con la sua osservazione che spesso imparava meno dai suoi colleghi maschi, una dinamica che ha descritto con un tocco di karma buddista.

La filmografia di Hui abbraccia decenni e generi, inclusa l'acclamata trilogia 'Vietnamese boat people' (Below The Lion Rock, The Story Of Woo Viet, Boat People), e opere successive come A Simple Life (Venezia Miglior Attrice) e The Golden Era (Golden Horse Miglior Regista). Il suo documentario più recente, Elegies, ha aperto l'Hong Kong International Film Festival nel 2023.

Riflettendo sul panorama in evoluzione per le donne nel cinema, Hui ha notato la sua iniziale spinta a trattare argomenti tradizionalmente dominati dagli uomini, come 'poliziotti e ladri', per dimostrare le capacità delle donne. Tuttavia, il suo focus si è presto spostato sulla "predicamento delle persone nella società moderna", che naturalmente spesso coinvolgeva storie di donne. Ha osservato un'evoluzione significativa: da solo due o tre registe attive nel cinema di Hong Kong quando ha iniziato, il numero è cresciuto a tra 10 e 20 oggi. Fondamentalmente, le registe contemporanee non sentono più la pressione di adottare abitudini maschili o nascondere la loro femminilità sul set, abbracciando il loro genere e raccontando attivamente narrazioni femminili, uno sviluppo che Hui trova "totalmente legittimo".

Nonostante esprima un certo "gelosia" per i progressi nel cinema coreano, Hui rimane molto incoraggiata dalla nuova generazione di registi di Hong Kong. Ha elogiato la loro dedizione, il duro lavoro e il talento, credendo che siano pronti a creare film superiori rispetto alle produzioni commercialmente guidate e ad alto volume degli anni '80 e '90. Questa nuova coorte, nonostante affronti sfide di investimento, riversa un immenso sforzo nella pianificazione, risultando in contenuti di alta qualità. Ha anche evidenziato un significativo miglioramento nel talento attoriale, con molti giovani interpreti che ora emergono dall'Hong Kong Academy of Performing Arts, portando una solida base ed etica professionale al loro mestiere.

Avvicinandosi agli ottant'anni il prossimo anno, Hui ha candidamente ammesso che fare film sta diventando "più difficile". Eppure, lungi dal contemplare il ritiro, ha affermato la sua duratura passione. "Il mio giudizio e la mia comprensione non sono diminuiti, anzi l'esperienza ti dà una comprensione più profonda", ha dichiarato, aggiungendo: "Voglio ancora fare film perché voglio trasmettere questa nuova comprensione che ho ora nel mio lavoro". La continua dedizione di Ann Hui serve da ispirazione, dimostrando che l'esperienza non fa che approfondire la sorgente della creatività.


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