La collaborazione tra Oppenheim, noto per 'Some Kind of Heaven', e Fielder, celebrato per 'Nathan for You' e 'The Rehearsal', è iniziata dopo che Oppenheim ha inviato un'email a freddo a Fielder riguardo al suo documentario. La loro amicizia è sbocciata nel corso di lunghe conversazioni, portando infine Oppenheim a proporre a Fielder varie idee di progetto.

La genesi di 'You Can See Everything' è stata serendipica. All'inizio del 2023, durante una visita al Magic Castle, la richiesta di un mago per un nome di celebrità ha prodotto 'Elizabeth Holmes'. Questo è coinciso con una voce che Oppenheim aveva sentito: Holmes, di fronte a una condanna a 11 anni di carcere, si era rivolta ad A24 per un documentario prima della sua data di consegna del 30 maggio 2023. A24 aveva inizialmente mostrato interesse, ma poi aveva esitato, mancando un regista.

Fielder ha riconosciuto l'intrigo, ma ha espresso la preoccupazione che "la storia fosse già stata raccontata troppe volte". Nonostante ciò, Oppenheim lo ha esortato a contattare A24. Fielder ha confermato le voci: un accordo con Holmes era fallito e le restavano solo poche settimane prima di andare in prigione federale. Fu in questo momento critico che Fielder propose ad A24 la sua soluzione radicale.

Secondo Oppenheim, Fielder suggerì: "Beh, pensi che se Lance e io andassimo a vedere se c'è qualcosa lì, vi sentireste a vostro agio a darci dei soldi e essenzialmente lasciarci soli, e a darci una clausola nel nostro accordo, qualunque fosse la somma, che potremmo semplicemente interromperlo in qualsiasi momento?" A24, sorprendentemente, accettò. Questo 'kill switch' si rivelò un punto di svolta, eliminando l'immensa pressione tipicamente associata alla realizzazione di documentari e permettendo alla pura curiosità di guidare la loro esplorazione.

Con soli 34 giorni prima dell'incarcerazione di Holmes, Fielder e Oppenheim assemblarono una piccola troupe di fiducia. Arrivarono alla casa sulla spiaggia di Holmes a Del Mar, California, dove viveva con il suo compagno Billy Evans e i loro due figli, incerti su cosa avrebbero trovato. Oppenheim ha ricordato il profondo scetticismo di Fielder, contrapponendolo al suo stesso desiderio di lavorare con un eroe cinematografico.

Una volta iniziata le riprese, emersero interpretazioni divergenti della vita domestica della coppia tra i co-registi. Dopo giornate di 14-16 ore, Fielder e Oppenheim si trovarono in disaccordo su osservazioni che sembravano banali. Anche i membri della loro troupe, tra cui i direttori della fotografia David Bolen e Jonathan Mitchell, e il fonico Richard Carlos, avevano prospettive diverse. Questa 'dissonanza cognitiva', come la descrisse Oppenheim, divenne il nucleo inaspettato del film.

Si resero conto che le stesse domande che si ponevano - 'È una performance? Non è una performance? È possibile osservare un momento autentico con qualcuno noto per essere un maestro dell'inganno?' - erano il film stesso. Questa ambiguità, anche in azioni semplici come sbattere le uova, presentava una ricca sfida cinematografica. Fu questa svolta che consolidò il progetto, rendendo irrilevante il 'kill switch' mentre si impegnavano pienamente a catturare questa realtà unica e stratificata.