“La Gradiva” di Marine Atlan porta il pubblico in un viaggio trasformativo con un gruppo di studenti liceali francesi in gita scolastica a Napoli e nelle rovine storiche di Pompei. Quella che inizia come un'escursione educativa si trasforma rapidamente in un'intensa esplorazione di desideri nascenti, rabbia latente e il travolgente panorama emotivo dell'adolescenza. Mentre gli studenti si confrontano con i resti pietrificati di Pompei, vengono immersi nei loro stessi vortici interni, rispecchiando la fine improvvisa dell'antica città.
Atlan, al suo debutto alla regia dopo una brillante carriera come direttrice della fotografia in film come "Le Ravissement" di Iris Kaltenbäck, porta un notevole senso di realismo in "La Gradiva". Il suo approccio alla narrazione è radicato in un'ampia ricerca, inclusa numerose interviste con studenti delle scuole superiori per catturare le loro autentiche preoccupazioni, dai primi amori e dinamiche sociali alle ansie per il loro futuro. Per immergersi ulteriormente nel loro mondo, Atlan ha organizzato una vera gita scolastica che rispecchiava la narrazione del film. "Siamo stati costantemente con i giovani", ha rivelato, sottolineando il suo impegno per una rappresentazione senza fronzoli di questa età cruciale.
Questa dedizione all'autenticità si è estesa al casting del film. I ruoli degli studenti sono in gran parte interpretati da attori non professionisti, scoperti attraverso un processo di casting di due anni in varie scuole superiori e laboratori teatrali. Colas Quignard, che interpreta il personaggio centrale Toni, è stato notevolmente scoperto durante la gita scolastica preparatoria, inizialmente senza aspirazioni per la recitazione. A completare il giovane cast c'è Antonia Buresi, che offre una potente interpretazione di Madame Mercier, l'insegnante accompagnatrice. Anche Buresi ha intrapreso una propria ricerca, incontrando educatori per infondere al suo personaggio una profondità e una relazionalità genuine.
Lo sfondo pittoresco ma volatile del Sud Italia – Napoli, Pompei e Torre del Greco – è più di un semplice scenario; è un personaggio a sé stante. L'obiettivo di Atlan cattura il vibrante caos e la bellezza poetica della vita napoletana, dagli edifici colorati e i panni stesi alle partite di calcio improvvisate. L'onnipresente Vesuvio incombe, un costante promemoria di pericolo nascosto e del sottile confine tra splendore e distruzione, riecheggiando le tumultuose vite interiori degli adolescenti. Il film sfuma magistralmente i confini tra documentario e finzione, con Atlan che descrive il suo approccio come la cattura di "situazioni dichiarate, ma realizzate in un contesto quasi documentaristico".
Centrale nella narrazione è la ricerca personale di Toni per rintracciare il passato di sua nonna, fuggita da Napoli dopo il terremoto del 1980. Le sue narrazioni inizialmente gioiose sui suoi antenati si svelano gradualmente, rivelando una realtà familiare più difficile e segreti inconfessati. Questo viaggio diventa una toccante esplorazione del determinismo sociale, mettendo in discussione la possibilità di emancipazione quando si confrontano con dure verità. Ogni personaggio, inclusi James (Mitia Capellier-Audat), Suzanne (Suzanne Gérin) e Madame Mercier, affronta il proprio profondo squilibrio. Come Atlan giustamente afferma, "Ogni personaggio si arrende a qualcosa, [...] tutti i personaggi alla fine si trovano di fronte alla tragedia". I loro percorsi intrecciati segnano un momento trasformativo e indimenticabile nelle loro vite, lasciandoli con domande persistenti.
"La Gradiva" si presenta come una finzione potente e realistica in cui il banale si trasforma nel grande e nel tragico, rivelando il sordido accanto al meraviglioso. È un film che promette di risuonare profondamente, in arrivo nelle sale il 21 ottobre.
