Il film, co-scritto e co-diretto da Devon Delmar e Jason Jacobs, ha già avuto un impatto significativo sul circuito dei festival, aggiudicandosi il prestigioso Tiger Award all'International Film Festival Rotterdam di quest'anno e proiettato di recente al BFI London Film Festival. Ora, come candidata sudafricana all'Oscar, è pronto per un pubblico ancora più vasto.
Nel suo nucleo, Variations on a Theme racconta la storia di Ouma Hettie, un'anziana allevatrice di capre della regione di Kamiesberge che cade vittima di una truffa riguardante le riparazioni per il servizio di suo padre durante la Seconda Guerra Mondiale. Questo incidente trascina la sua famiglia in una situazione più complessa di quanto desideri, tessendo una storia di resilienza sullo sfondo di uno sfruttamento storico e in corso.
Ciò che distingue veramente il film, come riportato da The Hollywood Reporter, è il suo processo di produzione unico. Il regista Devon Delmar ha rivelato che la struttura ritmica e ripetitiva del film è stata deliberatamente progettata ed eseguita utilizzando un programma di fogli di calcolo. "Ho scherzato dicendo che è il primo film, potenzialmente, ad essere scritto su Microsoft Excel", ha detto Delmar a THR. Questo approccio insolito è stato fondamentale per rappresentare visivamente i temi centrali del film.
L'ispirazione per questo metodo è derivata dall'ambiente stesso in cui è ambientato il film: la città natale di Jacobs a Kamiesberge. Delmar ha osservato il ritmo intrinseco della vita quotidiana lì. "Chiunque sarebbe in grado di osservare la routine, il ritmo di questo spazio", ha notato, spiegando come le routine naturali diventino profondamente radicate e possiedano una distinta musicalità. Questo senso di ripetizione e schemi ciclici è diventato un elemento fondamentale per la struttura del film.
Questa ripetitività deliberata rispecchia anche la profondità tematica del film. Lo sfruttamento affrontato dagli abitanti del villaggio nel presente riecheggia le ingiustizie storiche subite dal padre del protagonista negli anni '40 e l'impatto più ampio della colonizzazione attraverso le generazioni. Questa idea della storia che si ripete, di un ciclo di violenza e routine quotidiane, è diventata centrale per la visione dei cineasti.
Per raggiungere questo obiettivo, Delmar e Jacobs hanno preso in prestito una filosofia artistica dal compositore estone Arvo Pärt, noto per il suo approccio formale alla musica. Il metodo di Pärt prevede di iniziare con una piccola idea centrale e permetterle di svilupparsi in qualcosa di bello e profondo. Delmar ha spiegato: "Eravamo interessati a come potessimo racchiudere il film in un'idea centrale, e poi quasi premere play e lasciarla sviluppare."
Per Variations on a Theme, ciò ha significato mappare cinque giorni di storia con 30 inquadrature ripetute su cinque colonne in Excel, garantendo una precisione da orologio alla narrazione visiva. Questo uso innovativo della tecnologia ha permesso ai cineasti di creare meticolosamente una storia che è allo stesso tempo profondamente personale e universalmente risonante, offrendo una nuova prospettiva sulla narrazione che fonde il cinema tradizionale con uno strumento digitale inaspettato.
