Dalla sua uscita, "You Can See Everything" ha sfidato le aspettative per un documentario, aprendo con un impressionante incasso di 15 milioni di dollari. I critici hanno elogiato il film, come si riflette nei suoi punteggi quasi perfetti: un 99 su Metacritic e il 98% su Rotten Tomatoes. Il suo impressionante rating di 9.4 su IMDb lo pone persino in lizza per superare "The Shawshank Redemption" come film più votato di tutti i tempi, se dovesse mantenere il punteggio.

La strategia del documentario per i premi è ambiziosa, con candidature previste per una vasta gamma di categorie oltre a quella di Miglior Documentario. Queste includono Miglior Film, Regia (per Fielder e Oppenheim), Scenografia, Fotografia, Costumi, Montaggio, Trucco e Acconciatura, Sonoro e Colonna Sonora Originale.

Uno degli aspetti più discussi della campagna è la spinta per le nomination attoriali. Variety ha confermato in esclusiva che Amanda Seyfried, accreditata nel film come Elizabeth Holmes, è eleggibile per gli Academy Awards. Seyfried, che riprende il suo ruolo di Holmes vincitore di un Emmy da "The Dropout" pur apparendo anche come se stessa nel documentario, è in corsa nella categoria Miglior Attrice Non Protagonista. Se nominata, sarebbe la sua seconda nomination all'Oscar, dopo "Mank". Christopher Abbott, che appare come il coniuge di Holmes, Billy Evans, in scene ricreate, è anche eleggibile per Miglior Attore Non Protagonista. Nathan Fielder, accreditato come se stesso, potrebbe anche essere proposto per Miglior Attore Protagonista, una prospettiva davvero unica poiché nessun attore è mai stato nominato per aver interpretato se stesso.

La natura ibrida del film – un documentario che incorpora ricostruzioni narrative – presenta una sfida complessa per vari enti preposti ai premi. Nessun documentario è mai stato nominato per Miglior Film nei 98 anni di storia degli Oscar, rendendo "You Can See Everything" un potenziale pioniere.

Le regole di eleggibilità variano notevolmente tra le principali gilde e cerimonie di premiazione:

  • Golden Globes: Attualmente non eleggibile, poiché i Globes non riconoscono i documentari. Tuttavia, fonti suggeriscono che il gruppo potrebbe considerare di fare un'eccezione per questa corsa, sebbene la sua categorizzazione (dramma o commedia/musical) rimanga incerta.
  • Critics Choice Awards: L'unica tappa importante in cui il film è pienamente eleggibile in tutte le categorie, comprese tutte le categorie attoriali.
  • Actor Awards (ex SAG): Tipicamente non eleggibile per i documentari, ma un comitato starebbe esaminando la struttura unica del film per determinare se possa essere fatta un'eccezione per la performance di Seyfried.
  • BAFTA: L'eleggibilità è un punto interrogativo, con indicazioni che suggeriscono che potrebbe essere eleggibile per le categorie principali, anche se meno chiaro per le categorie attoriali.
  • Writers Guild of America: Non eleggibile a causa dell'assenza di una sceneggiatura accreditata.
  • Directors Guild of America (DGA): Fielder e Oppenheim sono eleggibili per il premio principale della DGA per i lungometraggi distribuiti in sala, oltre al premio per il documentario. Oppenheim, avendo diretto precedenti documentari, non è eleggibile per la categoria del regista esordiente.
  • Producers Guild of America (PGA): Eleggibile sia per il premio per il film cinematografico che per il premio per il documentario.

Questa mancanza di eleggibilità coerente nel panorama dei premi rende "You Can See Everything" un vero jolly. I contendenti al Miglior Film di solito costruiscono slancio attraverso vittorie e nomination da queste cerimonie preliminari. Senza un percorso chiaro attraverso molte di queste, il viaggio del film verso una potenziale storica nomination al Miglior Film, o persino una vittoria, rimane in un territorio inesplorato. La stagione dei premi osserverà attentamente per vedere se questo documentario innovativo potrà riscrivere le regole.