Il romanzo Carrie di Stephen King, una storia di un'emarginata liceale telecinetica e di sua madre religiosamente fanatica, culminante in una notte di ballo intrisa di sangue, è profondamente radicato nella cultura pop. Nel corso dei decenni, ha visto molteplici adattamenti, dal film seminale di Brian De Palma del 1976 a un musical di Broadway e due remake. Con una storia così satura, la questione di quale nuovo terreno potesse essere esplorato sembrava pertinente.

Entra in scena Mike Flanagan, un regista celebrato per i suoi approcci sfumati e spesso strazianti all'horror, in particolare i suoi adattamenti di successo di Gerald's Game e Doctor Sleep di King. La sua nuova serie Carrie per Prime Video, tuttavia, prende una strada notevolmente diversa, evitando un racconto diretto per una narrazione più ampia e incentrata sui personaggi in otto episodi.

La recensione di SlashFilm evidenzia che, sebbene la serie mantenga gli elementi centrali – i poteri di Carrie, sua madre prepotente e l'inevitabile tragedia della notte del ballo – sovverte deliberatamente le aspettative. Flanagan e il suo team hanno ampliato significativamente i ruoli dei personaggi esistenti e ne hanno introdotti di nuovi per estendere la storia in un formato televisivo. Questo approccio, sebbene lodevole per la sua ambizione, occasionalmente crea un'esperienza stridente per gli spettatori che hanno familiarità con il materiale originale.

Forse il cambiamento più sorprendente è lo sforzo dello show di umanizzare quasi ogni personaggio, inclusi quelli tradizionalmente ritratti come mostruosi. La madre di Carrie, Margaret White, interpretata dalla frequente collaboratrice di Flanagan, Samantha Sloyan, non è più una villain unidimensionale. Il suo fervore religioso è intinto di una moderna sfiducia nel governo e, soprattutto, la serie accenna a un amore genuino, seppur distorto, per sua figlia, una netta deviazione dalle incarnazioni precedenti. Anche ai bulli del liceo, in particolare alla principale aguzzina Chris Hargensen (Alison Thornton), vengono dati retroscena e insicurezze intese a spiegare la loro crudeltà, piuttosto che presentarli semplicemente come puramente malvagi. Il recensore ammette che questo ammorbidimento di Chris è stato un punto di contesa, affermando: "Semplicemente non credo che Chris debba essere ammorbidita in alcun modo, forma o maniera."

La serie trova il suo punto di forza nella performance di Summer H. Howell nei panni della protagonista Carrie White. La rappresentazione di Howell è descritta come una rivelazione, rendendo Carrie intrinsecamente simpatica e piena di curiosità, offrendo un netto contrasto con la rappresentazione più tormentata di Sissy Spacek. La narrazione vede Carrie, protetta per anni dai suoi genitori, catapultata al liceo dopo la morte del padre, dove affronta il bullismo sui social media e scopre le sue abilità telecinetiche. La recensione elogia i "momenti più dolci e gentili" dello show, come la meraviglia di Carrie nello scoprire una biblioteca scolastica, come i suoi battiti emotivi più efficaci.

Tuttavia, la recensione osserva che, man mano che la serie procede verso la sua conclusione, introduce una "importante piega narrativa" riguardante i poteri di Carrie che alla fine risulta fuorviante. Sebbene Flanagan sia elogiato per il suo tentativo di reinventare un classico, il recensore si chiede se queste significative deviazioni alla fine diluiscano l'essenza di Carrie, portando a uno show che "inizia a non sembrare più 'Carrie'". Nonostante queste riserve, la performance di Howell è citata come un motivo convincente per guardare.

Con un voto di SlashFilm di 6 su 10, Carrie di Flanagan è una reinterpretazione audace, seppur imperfetta. Il regista ha espresso uno "scenario da sogno" di una serie di tre stagioni, suggerendo una visione a lungo termine per questo mondo reinventato. La serie sarà disponibile in streaming su Prime Video il 7 ottobre 2026.