M. Night Shyamalan si è avventurato per la prima volta nel genere dei supereroi con Unbreakable del 2000, un approccio realistico e sfumato agli individui dotati di superpoteri ben prima del boom dei moderni universi cinematografici. Il film, con Bruce Willis nei panni dell'invulnerabile David Dunn e Samuel L. Jackson nei panni del fragile ma brillante Elijah Price, ha stabilito un universo distinto che Shyamalan ha poi rivisitato con Split del 2016 e concluso definitivamente con Glass del 2019, formando una trilogia coesa.
Per anni, i fan si sono chiesti se Shyamalan potesse espandere ulteriormente questo mondo, specialmente con la crescente popolarità di narrazioni di supereroi mature e decostruite come The Boys e Invincible. Tuttavia, in una recente intervista con Steve Weintraub di Collider al Beyond Fest, Shyamalan ha spento quelle speranze, affermando in modo inequivocabile sulla possibilità di un altro film nell'universo, "Non credo."
Il regista ha elaborato il suo ragionamento, citando principalmente il ruolo indispensabile di Bruce Willis nella serie. Willis, che da allora si è ritirato dalla recitazione, è stato centrale nella narrazione di Unbreakable come l'eroe stoico, David Dunn. Shyamalan ha riconosciuto che sarebbe stato difficile continuare la storia senza il suo attore protagonista, spiegando: "In parte perché Bruce [Willis] è così centrale in questo."
Sebbene Shyamalan ammetta di aver concepito nuovi personaggi dotati di superpoteri che potrebbero teoricamente esistere all'interno di un quadro tematico simile, non ha intenzione di inserirli a forza nella continuità esistente di Unbreakable. Ha espresso il desiderio di evitare di forzare idee creative, notando: "Non voglio incastrarlo e forzarlo in qualcosa." Invece, preferisce lasciare che questi nuovi concetti si sviluppino organicamente, apprezzandoli come personaggi soprannaturali contemporanei autonomi che potrebbero facilmente abitare un mondo di fumetti, piuttosto che forzarli in una narrazione stabilita e conclusa.
La trilogia di Unbreakable rimane una testimonianza dell'approccio singolare di Shyamalan alla realizzazione di film di genere, offrendo un'esplorazione profondamente personale e spesso inquietante dell'eroismo e della malvagità. Sebbene la porta possa essere chiusa per ulteriori avventure all'interno di questo particolare universo, i commenti di Shyamalan suggeriscono che il suo fascino per le abilità straordinarie e la natura umana continua, aprendo potenzialmente la strada a nuove e distinte storie in futuro.
