Il film, diretto da Jeff Wadlow, ha seguito il consolidato modello di Blumhouse di combinare un budget modesto con una premessa ad alto concetto. Prodotto per soli 3,5 milioni di dollari, "Truth or Dare" ha incassato l'impressionante cifra di 95,3 milioni di dollari in tutto il mondo, dimostrando che un aggancio avvincente poteva superare un'accoglienza tiepida da parte della critica. Questa formula finanziaria è stata un segno distintivo di Blumhouse, nota per aver trasformato film come "Paranormal Activity" e "Insidious" in grandi successi.
"Truth or Dare" è incentrato su Olivia (Lucy Hale), una studentessa universitaria la cui vacanza di primavera prende una piega oscura quando lei e i suoi amici vengono attirati in un gioco soprannaturale. Il gioco, iniziato da un misterioso sconosciuto in una chiesa messicana abbandonata, costringe i giocatori a dire una verità o a compiere una penitenza. Il mancato rispetto comporta una possessione demoniaca, che costringe le vittime a fare del male a se stesse o agli altri. Le regole sono bizzarre: il gioco non finisce mai e i giocatori allucinano i loro amici come demoni sorridenti, che esigono la partecipazione. Questi contorti incarichi vanno dal rompere la mano di un amico al forzare rivelazioni personali imbarazzanti, come un personaggio che viene sfidato a fare coming out con suo padre omofobo. L'entità dietro il terrore viene infine rivelata essere Calux, un demone evocato anni prima.
Nonostante la sua premessa unica, seppur un po' "stravagante", "Truth or Dare" non è riuscito a impressionare la critica al momento della sua uscita. Detiene un misero tasso di approvazione del 16% su Rotten Tomatoes, basato su 157 recensioni. I critici hanno faticato con il tono del film, trovandolo spesso più camp che terrificante. Kevin Maher del Times lo ha notoriamente definito "un pasticcio esecrabile". Simon Abrams, scrivendo per RogerEbert.com, ha offerto una visione leggermente più sfumata, definendolo "il 'Showgirls' dei film slasher post-'Scream'", ma ha comunque sottolineato il suo conflitto interno riguardo alla scelta se terrorizzare o divertire. Anche il rating PG-13 del film ha limitato il suo potenziale per spaventi cruenti o contenuti espliciti, portando a morti "noiosamente prive di sangue" e a una mancanza degli elementi viscerali spesso attesi dal genere. La recensione iniziale di Slashfilm stessa lo avrebbe etichettato come "uno dei peggiori film che Blumhouse avesse mai realizzato fino a quel momento".
Eppure, il successo teatrale del film e ora la sua rinascita in streaming, in particolare con l'avvicinarsi di Halloween, suggeriscono che "Truth or Dare" possiede una certa "magica alchimia" che risuona con il pubblico, indipendentemente dal consenso della critica. La sua miscela di jump scare, dramma dei personaggi e un pizzico di sciocchezza sembra colpire un nervo particolare per i fan dell'horror notturno. Nonostante la sua ritrovata popolarità in streaming, un sequel pianificato da Blumhouse è stato infine abbandonato, suggerendo che anche lo studio ha riconosciuto i limiti del film oltre il suo iniziale guadagno finanziario. Ciononostante, "Truth or Dare" continua a dimostrare che per alcuni film horror, l'appeal del pubblico può trascendere il disappunto critico, trovando nuova vita e nuovi fan sulle piattaforme di streaming.
