Secondo i rapporti di Deadline, l'ondata di tagli di lavoro è stata implacabile, colpendo migliaia di dipendenti in vari settori, dalla produzione cinematografica e televisiva alle redazioni e allo sviluppo di videogiochi. Questa difficile tendenza riflette una complessa interazione di fattori, tra cui gli effetti persistenti della pandemia di COVID-19, i recenti scioperi di Hollywood, il declino della televisione lineare tradizionale, la spinta aggressiva verso lo streaming e l'integrazione dell'intelligenza artificiale.

Tra gli annunci più recenti, la Hello Sunshine di Reese Witherspoon ha licenziato metà del suo personale, circa 30 lavoratori, per concentrarsi su aree chiave come cinema, televisione e il suo club del libro. Anche i giganti della tecnologia con importanti bracci mediatici stanno sentendo la pressione; Microsoft ha offerto buy-out volontari a oltre 60.000 dipendenti per compensare i costi dell'IA e dei data center, mentre Amazon ha tagliato altri 16.000 dipendenti a fine gennaio 2026, citando l'IA come una tecnologia trasformativa. Come ha osservato Beth Galetti, SVP of People Experience and Technology di Amazon, "Siamo convinti che dobbiamo essere organizzati in modo più snello, con meno livelli e più responsabilità, per muoverci il più velocemente possibile per i nostri clienti e per il business".

I servizi di streaming, nonostante la loro crescita, non sono immuni. Netflix ha avviato un'importante tornata di licenziamenti a metà ottobre 2026, interessando circa 1.000 dipendenti a livello globale, inclusi dirigenti chiave di film e TV. Paramount Global ha visto molteplici round di riduzioni, inclusi circa 1.000 lavoratori a fine ottobre 2025, e un precedente taglio del 3,5% della sua forza lavoro domestica nel giugno 2025, citando esplicitamente "il declino della TV lineare" e gli investimenti nello streaming. Warner Bros. Discovery, a seguito della sua fusione, ha anch'essa intrapreso successive ondate di licenziamenti nelle sue divisioni via cavo e di produzione.

Disney, un colosso del settore, ha implementato diversi round di tagli, colpendo centinaia di dipendenti nei settori tech, HR, marketing e persino il suo amato studio di animazione Pixar, che ha ridotto il suo personale del 14% nel maggio 2024. Marvel, anch'essa sotto l'ombrello Disney, ha sperimentato riduzioni di personale nei suoi dipartimenti cinematografici, televisivi e a fumetti.

Le testate mediatiche tradizionali e le organizzazioni di notizie sono state colpite particolarmente duramente. CNN ha tagliato circa 200 posti di lavoro nel gennaio 2025, e la BBC ha annunciato piani per fino a 2.000 tagli di posti di lavoro nell'aprile 2026. Giornali come The Washington Post e il Los Angeles Times hanno anch'essi visto significativi licenziamenti, con il LA Times Guild che ha criticato la gestione "brutale e disumana" delle perdite di posti di lavoro che hanno interessato un quarto della sua redazione all'inizio del 2024.

Anche il settore dei videogiochi è in fase di ristrutturazione, con Electronic Arts (EA) che ha tagliato il 3% del suo personale e chiuso BioWare, mentre Epic Games (creatore di Fortnite) ha licenziato 1.000 lavoratori. Xbox, la divisione gaming di Microsoft, ha annunciato molteplici round di licenziamenti, inclusi 3.200 lavoratori nel luglio 2026 come parte di una ristrutturazione.

Questa ampia crisi settoriale sottolinea un periodo di intensa rivalutazione e adattamento. Le aziende stanno razionalizzando le operazioni, disinvestendo da iniziative meno redditizie e investendo pesantemente in nuove tecnologie e strategie di contenuto, spesso a scapito dei ruoli esistenti. Il consolidamento in corso e i cambiamenti tecnologici suggeriscono che questa era di incertezza e precarietà lavorativa continuerà probabilmente mentre il panorama mediatico si rimodella fondamentalmente.