Bird ha spiegato che, mentre i futuri distopici sono un tema comune nel cinema moderno, il suo obiettivo con Ray Gunn era qualcosa di diverso. Ambientato nella tentacolare metropoli di Metropia, un futuro alternativo immaginato attraverso una lente del 1939, il film esplora un mondo in cui umani e alieni coesistono in un'ambientazione apparentemente idealizzata.
"Ciò che mi interessava era avere l'utopia, ma anche mostrare che i personaggi sono disperati", ha rivelato Bird. La storia è incentrata sul detective privato Raymond Gunn, doppiato da Sam Rockwell, che si ritrova invischiato in un caso di omicidio che coinvolge una star multimediale di nome Venus Nova, interpretata da Scarlett Johansson. Nonostante gli scintillanti edifici alti un miglio e l'armonia interspecie, persistono temi di inganno, omicidio e gli aspetti più oscuri della società.
Ray Gunn è un progetto che Bird sta realizzando da decenni, una testimonianza della sua fede duratura nel concetto. Ha chiarito che, sebbene l'idea sia con lui da 35 anni, non è stata una produzione continua. "Abbiamo cercato di realizzarlo molto tempo fa e, per qualche motivo, i finanziamenti non ci hanno seguito, quindi abbiamo dovuto metterlo da parte", ha spiegato, notando come il progetto sia stato accantonato mentre perseguiva altri film acclamati. L'opportunità è finalmente sorta di riprenderlo come produzione Netflix e Skydance Animation, con Tom Waits che si è unito all'impressionante cast di doppiatori.
Sul palco con Bird c'era il compositore Michael Giacchino, che ha approfondito il suo approccio alla colonna sonora del film. Giacchino ha evidenziato la collaborazione con la cantautrice neozelandese Kimbra, che ha scritto e prodotto tutte le canzoni originali per Venus Nova. La partitura di Giacchino stesso si appoggia a un suono ricco e organico, utilizzando un'orchestra di 80 elementi e impiegando persino tecniche di registrazione vintage, inclusi microfoni degli anni '20 e '30. Ha anche incorporato sottili strati di "strani sintetizzatori vintage", assicurando che la musica servisse veramente al nucleo emotivo della narrazione e all'estetica unica.
