Per anni, Robopocalypse è stata leggenda a Hollywood – un progetto così ambizioso che persino Steven Spielberg, il maestro del cinema blockbuster, lo ritenne troppo costoso da perseguire. Ora, secondo un report di The Hollywood Reporter, la saga di un mondo precipitato nel caos da macchine senzienti sta procedendo come miniserie, con lo sceneggiatore premio Oscar Akiva Goldsman nei panni di showrunner e Ron Howard designato a dirigere l'episodio pilota.
Goldsman, noto per il suo lavoro su A Beautiful Mind, I, Robot e le serie di Star Trek Picard e Strange New Worlds, scriverà anche la sceneggiatura del pilota. Sarà affiancato dal veterano regista Ron Howard, la cui vasta filmografia include Apollo 13, A Beautiful Mind e Rush. I due hanno una storia di collaborazioni di successo, avendo lavorato insieme su A Beautiful Mind e i film di Il Codice Da Vinci, rendendoli una coppia formidabile per affrontare un progetto di questa portata.
Il viaggio di Robopocalypse verso lo schermo è stato irto di sfide. Steven Spielberg acquisì inizialmente i diritti del romanzo di Daniel H. Wilson ancora prima della sua pubblicazione, pianificando un grande evento cinematografico. Con una release prevista per i primi anni 2010, il film attirò talenti significativi, tra cui lo sceneggiatore Drew Goddard e star come Chris Hemsworth e Anne Hathaway. Tuttavia, nel 2013, Spielberg interruppe clamorosamente la produzione. Il regista citò preoccupazioni di budget, con stime che salivano a oltre 200 milioni di dollari, una somma che riteneva insostenibile.
Spielberg stesso rifletté sulla decisione in una passata intervista con Empire, affermando: "Era gargantuesco. Aveva abbastanza per seppellire un'azienda. Avrebbe ucciso l'intero studio, che non avrebbe mai recuperato i suoi soldi. Quindi, ho letteralmente deciso che sarebbe stato il film più costoso mai realizzato." Dopo l'abbandono di Spielberg, Michael Bay fu brevemente associato al progetto nel 2018, ma anche quell'iterazione non si concretizzò.
Ora, Imagine Entertainment e Weed Road, con Amblin Entertainment di Spielberg anch'essa a bordo come produttrice, stanno guidando la nave di Robopocalypse verso le acque televisive. Sebbene una piattaforma di distribuzione debba ancora essere annunciata, il passaggio al formato miniserie suggerisce un approccio più contenuto, ma comunque espansivo, alla narrazione di Wilson su una rivolta globale dei robot. Questo formato potrebbe consentire un'esplorazione più approfondita dei temi e dei personaggi del romanzo, offrendo potenzialmente la portata che la storia richiede senza il proibitivo budget di un singolo lungometraggio che ha scoraggiato il suo visionario originale. La saga, che immagina un mondo in cui l'intelligenza artificiale volge le creazioni robotiche dell'umanità contro di essa, rimane una premessa avvincente, forse ancora di più nel panorama odierno sempre più consapevole dell'IA.
