Il devastante documentario NAZA è stato presentato in anteprima al Festival del Cinema di Venezia come aggiunta dell'ultimo minuto alla selezione in concorso, vincendo infine il Premio Speciale della Giuria del festival. Girato di notte sui tetti di Tel Aviv, il film utilizza silhouette e voci digitalmente alterate per proteggere le identità dei suoi 24 ufficiali e soldati dell'intelligence militare israeliana che fungono da whistleblower anonimi.

Questi partecipanti, rischiando la reclusione in Israele per le loro rivelazioni, condividono dettagli agghiaccianti su un programma che, a loro dire, ha portato a distruzioni catastrofiche e a massicce vittime civili a Gaza, tra cui donne e bambini.

Diretto dagli ebrei israeliani Yuval Abraham e Rachel Szor, che hanno anche co-diretto il documentario premio Oscar No Other Land, NAZA approfondisce il significato del suo titolo: un acronimo ebraico (Nezek Agavi) usato dalle Israel Defense Forces per indicare il 'danno collaterale'. Questo termine, suggerisce il film, rappresentava una 'perdita accettabile' di vite civili negli sforzi per colpire i sospetti militanti di Hamas. Gli intervistati indicano che il numero consentito di 'NAZA' era flessibile, variando da meno di una dozzina a potenzialmente centinaia di vite per attacco.

Logo del Festival del Cinema di Venezia

Il documentario mette in luce un atteggiamento prevalente tra alcuni soldati delle IDF, come descritto dalle fonti, che consideravano i civili palestinesi sacrificabili. Frasi comuni riportate includevano: "Dobbiamo cancellare Gaza… Se lo meritano" e "Non ci sono persone innocenti a Gaza."

I whistleblower descrivono come l'intelligence militare israeliana abbia presumibilmente fatto scelte deliberate per attaccare obiettivi residenziali a Gaza durante la notte, credendo che ciò aumentasse la probabilità di colpire un sospetto obiettivo di Hamas a casa con la sua famiglia. Descrivono vaste capacità di sorveglianza, incluso il tracciamento dei telefoni cellulari, con un intervistato che afferma: "Possiamo attivare ogni sensore del telefono", e un altro che racconta: "Ho sentito gli ultimi momenti di vita di qualcuno."

Forse la rivelazione più allarmante è l'affermazione che l'intelligence israeliana abbia utilizzato un sistema di IA, soprannominato il 'programma Lavender', per identificare bersagli umani. Questo programma, precedentemente riportato da +972 Magazine e Local Call, con ulteriori reportage da The Guardian (produttore di NAZA), avrebbe identificato fino a 70.000 bersagli umani.

Cineasti Yuval Abraham e Rachel Szor

In risposta al film, un portavoce delle IDF ha categoricamente respinto queste accuse, affermando che le decisioni riguardanti gli attacchi sono prese dal personale umano, non dall'IA, e sono in conformità con il diritto internazionale. Il portavoce, che non aveva visto il film ma ha citato "pubblicazioni" non specificate, ha messo in dubbio la veridicità delle testimonianze anonime, il loro servizio nelle IDF e la loro capacità di commentare la strategia nazionale e militare.

Nonostante l'affermazione delle IDF che compiono "sforzi senza precedenti per minimizzare i danni ai civili", il Ministero della Salute di Gaza riporta oltre 73.000 palestinesi uccisi e più di 173.000 feriti dalla rappresaglia militare israeliana a seguito dell'attacco di Hamas del 7 ottobre 2023.

Ulteriori accuse dai partecipanti di NAZA includono cecchini israeliani che avrebbero deliberatamente sparato contro palestinesi affamati nei siti di distribuzione alimentare, filmati di droni che mostrano cani che mangiano i cadaveri delle vittime, e un'unità politica dell'intelligence militare israeliana che avrebbe spiato le vittime di crimini di guerra palestinesi per raccogliere materiale compromettente. Questa tattica, che una fonte ha definito "ostacolare la pace", mirava a screditare chiunque potesse accusare pubblicamente le IDF.

Il film cattura una gamma di emozioni dai partecipanti, alcuni che accennano al rimorso, mentre altri inquadrano le loro azioni come il semplice completamento di una missione, con uno che esclama: "È incredibilmente divertente portare a termine una missione."

I cineasti Yuval Abraham e Rachel Szor, insieme al produttore esecutivo Jonathan Glazer, intrecciano momenti di critica più ampia nella narrazione. Scene raffigurano israeliani che osservano il Giorno della Memoria dell'Olocausto e un omaggio a Claude Lanzmann, regista del film sull'Olocausto Shoah, tracciando sottilmente paralleli a come le persone comuni possano ignorare le atrocità. Nella loro dichiarazione di regia, Abraham e Szor sottolineano: "Il film ci permette di esplorare qualcosa di più profondo di quanto potremmo fare solo con il nostro giornalismo investigativo: non solo le parole dette, ma anche quelle non dette, il silenzio. Spetta a tutti noi rompere quel silenzio."

Da sinistra: EP Jonathan Glazer, regista Rachel Szor, regista Yuval Abraham, produttore James Wilson, EP Paul Lewis, co-produttrice Ekaterina Ochagavia, ed EP Harriet Gugenheim partecipano alla premiere di ‘NAZA’ al Festival del Cinema di Venezia.

Dettagli del Film:

  • Titolo: NAZA
  • Festival: Venezia (In Concorso)
  • Registi: Yuval Abraham, Rachel Szor
  • Case di produzione: The Guardian, JW Films, Placeholder Films, Unseen Hand
  • Agente di vendita: mk2
  • Durata: 1 ora e 20 minuti