Il regista, la cui carriera è iniziata con un lungometraggio di fantascienza, 'The Last Battle', e che in seguito ha realizzato il cult 'The Fifth Element', ha espresso entusiasmo per l'esplorazione di nuovi territori. "Sarà una follia, credetemi. Forse avrete bisogno di un biglietto e di un'aspirina allo stesso tempo. Sono più vecchio, quindi ora sto cercando di esplorare tutto", ha commentato, sottolineando l'evoluzione degli effetti speciali dai 182 di 'The Fifth Element' ai 4.000 di 'Valerian'.
Besson ha anche condiviso la sua visione pragmatica sui progressi tecnologici come l'IA, considerandoli semplicemente strumenti piuttosto che minacce. "Tutta questa evoluzione tecnica... Come regista, la digerisci e basta. È sempre solo uno strumento", ha affermato, paragonando l'IA a una tigre che un abile addestratore può gestire.
Non nuovo al festival di Venezia, Besson era presente come produttore per 'Father Joe', un film diretto da Barthélémy Grossmann con Kiefer Sutherland e Al Pacino. Pacino, che ha saltato la conferenza stampa ma ha inviato un videomessaggio, ha elogiato Besson. Riflettendo sul suo ruolo di produttore, Besson ha sottolineato il rispetto per la visione del regista: "Non voglio essere disturbato quando sono un regista, quindi ho cercato di non disturbare [Barthélémy]".
La sua passione per la regia rimane immutata, in particolare quando un progetto risuona profondamente con lui. "Devo sentire di essere il miglior regista per farlo", ha spiegato, citando 'The Big Blue' come esempio. Al contrario, è felice di produrre film come 'Taken' o 'Father Joe' quando sente che altri registi possono realizzarli meglio. Recentemente, Besson ha diretto 'Dracula: A Love Tale', riunendosi con la sua star di 'Dogman' Caleb Landry Jones e Christoph Waltz. Ha confessato la sua avversione per l'horror ma è stato attratto da 'Dracula' come storia d'amore, spinto dalla sua ammirazione per Jones, che definisce un "genio".
Besson ha anche offerto spunti sulla genesi dei suoi film iconici. Ha raccontato la peculiare ispirazione per 'Léon: The Professional', nata dall'osservazione di un uomo con un cappotto in una calda giornata parigina, che ha portato allo sviluppo di un killer che trova uno scopo attraverso una giovane ragazza e una pianta. Ha anche toccato le sfide e l'orgoglio associati a 'The Messenger: The Story of Joan of Arc', notando con umorismo la cura richiesta quando si "parla con Dio".
In un momento più leggero, Besson ha ricordato di aver diretto il video musicale di Madonna per "Love Profusion". Ha descritto l'approccio diretto di Madonna – una chiamata all'ultimo minuto per sostituire un regista – e la sua frenetica preparazione. "È un fenomeno", ha concluso riguardo all'icona pop.
Affrontando recenti controversie, Besson è stato scagionato dalle accuse di violenza sessuale e ha riaffermato il suo incrollabile impegno nel cinema. "Farò film o morirò", ha dichiarato, descrivendo la regia come una vocazione innata, quasi viscerale.
Ha concluso con un consiglio per gli aspiranti registi, sottolineando l'importanza fondamentale della passione. "Se non sei appassionato come artista, se non è nel tuo DNA... Il successo non importa... Se non sei appassionato, semplicemente non farlo." Ha esortato i giovani registi a mantenere la loro integrità artistica in mezzo alle pressioni dell'industria, dando priorità all'autenticità rispetto al compromesso.
