L'ultima impresa di Duncan Jones, "Rogue Trooper", un adattamento animato della popolare serie a fumetti 2000 AD, è stata un progetto a cui ha dedicato oltre due decenni. Mentre la produzione del film è durata quattro anni, ottenere i finanziamenti e dare vita alla visione ha richiesto ben otto anni dal suo ultimo film live-action, "Mute" del 2018. Il percorso per "Rogue Trooper" è stato particolarmente arduo, in parte a causa delle deludenti performance al botteghino di "Dredd", acclamato dalla critica, un altro adattamento dall'universo 2000 AD. Questa storia ha reso gli studi esitanti a investire in altre proprietà dello stesso editore, nonostante il desiderio di lunga data di Jones di adattare il fumetto.
Senza scoraggiarsi, Jones ha perseguito un modello di finanziamento indipendente, enfatizzando le radici britanniche del film e la ricchezza di talenti britannici coinvolti. La storia segue il soldato 19, che porta la coscienza dei suoi commilitoni caduti in bio-chip incorporati nella sua attrezzatura, mentre dà la caccia a un traditore. Questa premessa unica, combinata con un cast vocale britannico stellare, mira a offrire un'esperienza visiva distintiva. Jones nota che la produzione ha superato i primi ostacoli tecnici, evolvendo il suo stile di animazione senza ricorrere all'IA, sfruttando invece nuove tecnologie insieme a metodi tradizionali per ottenere un look di alta qualità a un costo gestibile.
Jones è stato particolarmente schietto riguardo all'uso dell'IA nel cinema, affermando la sua ferma opposizione. "L'IA per me è un problema preoccupante, perché è difficile spiegare l'uso dell'IA nel cinema come nient'altro che un furto", ha detto a IndieWire, riferendosi all'uso di materiale non retribuito. Pur riconoscendo che alcuni artisti al lavoro potrebbero sentirsi sotto pressione per usare l'IA per assicurarsi un lavoro, Jones stesso rimane impegnato nei metodi creativi tradizionali. Fa una distinzione tra l'IA e altri progressi tecnologici, come il motore 'MASSIVE' utilizzato per le scene di massa in "Gladiator", che vede come strumenti di risoluzione dei problemi piuttosto che furto creativo.
Il regista ha anche riflettuto sulle difficoltà più ampie che i registi con visioni artistiche uniche affrontano nel panorama industriale attuale. Ha osservato che per i registi che "amano essere se stessi", è "più difficile ora che mai". Ha ricordato con affetto i primi giorni di Netflix, che ha fornito un "punto ideale" per film come "Mute", permettendo ai registi libertà creativa. Tuttavia, crede che quell'era sia passata, con studi e streamer ora meno inclini a supportare progetti che non rientrano negli stampi algoritmici. Jones teme che questa dipendenza dagli algoritmi possa portare a una restrizione delle offerte cinematografiche, privando potenzialmente il pubblico di narrazioni diverse. Con "Rogue Trooper" ora alla ricerca di una distribuzione negli Stati Uniti, Jones spera che possa aprire la strada a produzioni più indipendenti e originali.
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