La conversazione si è addentrata in 'Fjord', diretto dall'acclamato autore rumeno Cristian Mungiu. Questo segna il primo lungometraggio in lingua inglese di Mungiu e il primo ruolo di Stan in rumeno. Stan interpreta Mihai, un padre fondamentalista i cui figli vengono sequestrati dallo stato, in una storia ispirata a eventi reali e caratteristica dello stile di Mungiu con lunghe riprese e un rifiuto dei primi piani. Stan, ora quarantenne e padre lui stesso, vede i suoi ruoli attraverso una nuova lente, interrogandosi su come crescere i figli nel mondo di oggi senza trasmettere problemi irrisolti.
Stan è diventato uno dei pochi attori Marvel a passare al mondo DC. Ha incontrato il regista di 'The Batman' Matt Reeves, che ha ammirato 'The Apprentice', e ha anche contattato proattivamente il co-CEO dei DC Studios James Gunn per esprimere la sua disponibilità. Sebbene sia rimasto riservato su ruoli specifici, in particolare il vociferato Harvey Dent, Stan ha espresso immenso rispetto per la visione di Reeves. "Vado sul set a volte e mi guardo intorno e penso, credo che stiamo facendo il fottuto 'Godfather Part Two'", ha condiviso Stan, sottolineando i tre anni di lavoro dedicato di Reeves al progetto. Prevede un significativo ritorno dal film.
Stan ha espresso un'"allergia" a ripetersi, preoccupato che la sovraesposizione di un attore possa ostacolare la sua capacità di scomparire in nuovi personaggi. Crede che l'argomento del suo lavoro debba essere significativo, affermando: "Non siamo medici, non siamo in prima linea... Questo è l'unico modo in cui riusciamo a comunicare."
Riguardo a 'Fjord', Stan ha affrontato le reazioni divisive e l'etichetta di "MAGA movie" che ha ricevuto, in particolare da "persone che non lo vedono mai". Spera che il film possa colmare le divisioni, permettendo al pubblico di sedersi insieme e confrontarsi con i suoi temi.
<figure><p><img srcset="https://variety.com/wp-content/uploads/2026/08/Fjord_05-1.jpg 3000w, https://variety.com/wp-content/uploads/2026/08/Fjord_05-1.jpg?resize=150,63 150w, https://variety.com/wp-content/uploads/2026/08/Fjord_05-1.jpg?resize=300,126 300w" decoding="async" width="1024" height="429" alt="" src="https://variety.com/wp-content/uploads/2026/08/Fjord_05-1.jpg?w=1024"></p><figcaption></figcaption></figure>
Sul ritorno alla sua lingua madre per 'Fjord': Stan ha spiegato che il tema del film sull'esperienza dell'immigrato ha risuonato profondamente con il suo percorso, ricordando la vergogna che provava a essere diverso dopo essersi trasferito negli Stati Uniti. Si è fatto una promessa a 16 o 17 anni di tornare in Romania per un film. Seguendo Cristian Mungiu per anni, Stan ha trovato la soluzione perfetta quando Mungiu ha offerto un progetto che sarebbe stato il suo primo film in lingua inglese e il primo ruolo di Stan in lingua rumena.
Sull'interpretazione di Mihai in 'Fjord': Sebbene il film sia ispirato a una famiglia reale, Mungiu ha enfatizzato un approccio romanzato. Stan ha attinto a varie dinamiche familiari, inclusa la sua relazione con il padre e il nonno dell'Europa orientale, severi e riservati. Ha anche studiato il sistema di credenze fondamentaliste specifico raffigurato, notando la fiducia intrinseca nella volontà divina, che contrastava con la sua ipotetica reazione al sequestro dei figli.
Sulla paternità e la 'redenzione': Stan ha riflettuto sul desiderio subconscio di "correggere gli errori" della sua educazione e di fornire ciò che gli era mancato. Ancora più importante, è consapevole delle voci che interiorizziamo dai nostri genitori e si sforza di non trasmettere i suoi problemi irrisolti ai suoi figli.
Su 'Fjord' etichettato come 'MAGA movie': Stan ha sfidato l'idea che una parte detenga tutte le risposte e sia senza colpa, notando che tali reazioni spesso provengono da coloro che non hanno visto il film. Crede che tali etichette divisive sottolineino la necessità di film come 'Fjord' per incoraggiare il dialogo e la comprensione, sottolineando che "i bambini non dovrebbero essere quelli a pagare il prezzo" per i difetti della società.
Sulla moderazione del suo personaggio in 'Fjord': Dopo aver interpretato "personaggi più grandi della vita" in 'A Different Man' e 'The Apprentice', Stan ha cercato una sfida diversa. Ha abbracciato lo stile di Mungiu di lunghe riprese e mancanza di primi piani per ritrarre la moderazione imprevedibile di uomini che faticano a esprimersi, contrastandola con rappresentazioni potenzialmente romanzate in altri film.
Sulle sue scelte di carriera post-MCU: Stan mira a offrire qualcosa di diverso, descrivendosi come "allergico a ripetersi". Riconosce la sovraesposizione degli attori ma la vede come una motivazione per scegliere ruoli che gli permettano di "offrire qualcosa di nuovo". Prioritizza argomenti rilevanti che possano "resistere alla prova del tempo" e stimolare conversazioni su questioni contemporanee, considerando il cinema come la sua principale modalità di comunicazione.
Su 'Batman' e l'ingresso nell'universo DC: Stan è cresciuto come un grande fan di Batman, citando 'Batman Returns' come il suo film di supereroi preferito e ammettendo persino una "vergognosa" predilezione per 'Batman Forever'. Non si aspettava mai di unirsi all'universo DC dopo il suo ruolo Marvel come Bucky, credendo che sarebbe stato stereotipato. Tuttavia, due eventi sono confluiti: Matt Reeves lo ha contattato dopo aver visto 'The Apprentice', e Stan ha contattato proattivamente James Gunn. Vede questi mondi come paralleli e reciprocamente vantaggiosi.
Sulla segretezza di 'The Batman 2' e il paragone con 'The Godfather Part Two': Stan ha espresso rispetto per attori come Tom Holland che gestiscono un'intensa segretezza. Crede che il pubblico non comprenderà appieno 'The Batman 2' finché non lo vedrà. Ha ribadito la sua forte sensazione che "stiamo facendo il fottuto 'The Godfather Part Two'", elogiando i tre anni di dedizione di Matt Reeves alla creazione di un film "radicato e reale". Prevede un significativo ritorno nonostante la lunga attesa.
Un'anticipazione da 'The Batman 2': Quando gli è stato chiesto di condividere una battuta dal film, Stan ha scherzosamente rivelato che la parola "cookies" compare, offrendo un suggerimento umoristico e fuori contesto.
