Julia Ducournau, nota per le sue audaci e spesso scioccanti esplorazioni cinematografiche del corpo umano e dell'identità, si prepara alla sua prima trasposizione cinematografica. La notizia, inizialmente riportata da Le Monde e ripresa da EcranLarge, rivela che Ducournau porterà sul grande schermo l'acclamato romanzo di Adèle Yon, Mon vrai nom est Elisabeth (Il mio vero nome è Elisabeth).
La regista, che ha vinto la prestigiosa Palma d'Oro a Cannes nel 2021 per il suo film body horror Titane, seguito dalla tiepida accoglienza critica per il suo film del 2025 Alpha, è stata molto impegnata. Oltre a questo nuovo progetto cinematografico, sta attualmente sviluppando una serie per A24, per la quale ricopre i ruoli di regista e sceneggiatrice. Tuttavia, il suo ritorno alla regia di lungometraggi con Mon vrai nom est Elisabeth segna un cambiamento significativo, poiché è la prima volta che adatta materiale preesistente anziché lavorare da sceneggiature originali.
Il romanzo di Adèle Yon, pubblicato nel 2025, è diventato rapidamente un successo, vendendo oltre 282.000 copie e ottenendo riconoscimenti come il Grand Prix des Lectrices Elle per la saggistica e il Prix Essai France Télévisions. La stessa Yon ha rivelato la sua scelta di Ducournau per l'adattamento, esprimendo immensa fiducia nella visione artistica unica della regista. “Ho ricevuto molte proposte da registi, ma volevo solo lei,” ha detto Yon a Le Monde. “È affascinante, femminista, indipendente… Devo passare ad altro, Julia Ducournau porterà Elisabeth altrove.” Questa approvazione sottolinea il profondo legame tra l'opera dell'autrice e gli interessi tematici consolidati di Ducournau.
La sinossi del romanzo offre una narrazione avvincente, matura per l'interpretazione di Ducournau: segue una ricercatrice che lotta con la paura di ereditare la follia, e che intraprende un'indagine sul silenzio a lungo custodito riguardante la sua prozia, Elisabeth, diagnosticata con schizofrenia negli anni '50. La storia viene ricostruita da frammenti di leggende familiari e verità non dette, esplorando l'eredità inquietante della malattia mentale, della violenza fisica e dei fantasmi del passato. I temi del trauma ereditario, dell'identità e dei complessi ruoli delle donne all'interno della struttura familiare risuonano profondamente con le opere precedenti di Ducournau.
Infatti, si dice che Mon vrai nom est Elisabeth presenti ampiamente il motivo del “doppio fantasma femminile”, un elemento ricorrente nella storia cinematografica, da Rebecca di Alfred Hitchcock e Obsession di Brian De Palma a La doppia vita di Véronique di Krzysztof Kieślowski, e una presenza particolarmente forte nella filmografia di David Lynch, da Twin Peaks a Mulholland Drive. Ducournau, con il suo sguardo implacabile e la sua capacità di creare narrazioni inquietanti ma profondamente umane, è eccezionalmente adatta a esplorare queste profondità psicologiche e a reinventare un tropo cinematografico così potente.
Sebbene non sia stata annunciata una data di uscita, le speculazioni suggeriscono che il film potrebbe puntare a una premiere al Festival di Cannes nel 2028, segnando potenzialmente un altro momento significativo per la regista sulla Croisette. I fan attendono con impazienza di vedere come Ducournau tradurrà l'acclamata storia di Yon, promettendo un film che sia intellettualmente stimolante e viscerale.

